Ulivo: oro del Salento?!
di Luana Lobbene
La Puglia, ed il Salento in particolare,
vive in questi anni la stagione d’oro del suo sviluppo turistico.
Grazie al potenziarsi di tale fenomeno la natura-casa-ambiente che lo ospita, ogni più arcaica sfumatura della sua cultura storica e l’agricoltura tutta, riacquistano senso e valore, non solo per quanti decidono di trascorrere la classica vacanza estiva in riva al mare incontaminato delle sue coste all’insegna del relax e del divertimento più spensierato ma, soprattutto per i suoi abitanti che, più orgogliosi che mai, ben interpretano e pubblicizzano il made in Salento.
Non solo. L’offerta dei privati al mercato turistico come anche delle amministrazioni locali (alle famiglie quanto ai giovani, agli anziani, ai disabili, alle persone affette da intolleranze alimentari, ecc), prestano sempre più attenzione e crescenti energie per migliorare e potenziare il territorio, ben consapevoli del fattore propulsore insito in tale mercato e dell’ossigeno che si riversa sull’economia tutta .
La nuova classe dirigente, al di
là degli schieramenti e dei finti etichettamenti vagamente
ispirati ai centralismi politici, sembra iniziare a
prendere coscienza delle potenzialità di un territorio
che non vuole e non può più essere periferia e provincia
di serie B e la necessità, quindi, di definire politiche
locali all’avanguardia e qualità dei servizi offerti,
rappresenta una scommessa da non perdere. Molti degli
sforzi infatti, si stanno concentrando in questo momento
anche in ambito formativo.
Il turismo in realtà, prima di essere
un fenomeno economico è un evento sociale e soprattutto
culturale che passa attraverso: la ri-scoperta ed accettazione
delle radici; lo studio meticoloso e la ri-valutazione
del trascorso storico nonché la ri-interpretazione del
futuro, ma presuppone certamente un’evoluzione e serve
senza alcun dubbio imparare a gestirla senza cadere
vittime del suo stesso meccanismo globale mettendo a
repentaglio non solo il turismo, ma la soddisfazione
e l’identità stessa della popolazione locale.
Preservare e salvaguardare l’ambiente,
imparare a razionalizzarlo e a presentarlo comunicandolo
al meglio è una grande sfida che il Salento davvero
non può sottovalutare; il rischio dello sfruttamento
a fini speculativi del suolo, delle coste e dello sky-line
deve essere una priorità delle amministrazioni pubbliche
locali quanto dei privati e di ogni singolo cittadino.
L’opportunità che si presenta deve
essere presa con etica, coscienza e consapevolezza.
Da qui nasce un nuovo modo di far
turismo nel Salento che si concretizza in un offerta
sempre più matura e all’altezza dei mercati europei
ed internazionali. Anche in Salento infatti oggi si
parla di ecoturismo, di escursionismo, di trekking e
ciclotour, di speleologia e siti di interesse geologico,
di turismo sportivo e di pesca sportiva, di equitazione
e di educazione ambientale, di parchi botanici. Ed ancora
di golf, di musei ed alberghi diffusi, di turismo solidale
ed accessibile. Tutto ciò, opportunamente monitorato,
dovrebbe aiutare alla costruzione-costituzione di un
Salentoshire di tutto rispetto.
Il nostro compito, come il compito
degli operatori turistici non è, o almeno non solo,
vendere un servizio, una frisa o una serata a base di
mieru e pizzica. La nostra ambizione è darvi un emozione
significativa vera in un tempo storico omologato e omologante.
Il nostro compito, è tentare di far conoscere le bellezze
del nostro territorio e di vendere al meglio il turismo,
senza svendere e rovinare una potenziale miniera a cielo
aperto. “Finchè dura”, penserebbe qualcuno. “Hanno solo
chiuso nnocchiu” direbbe qualc’un altro.
E, a proposito di miniere.
Appena 50 anni or sono, mio nonno
prese la sua donna e le sue valigie di cartone per andare
a lavorare in miniera in Belgio, come tanti. Un lavoro
polveroso, fatto di sacrifici e speranza di vita migliore.
(E non per ricevere l’Europass) Oltre alla nobiltà di
una scelta tutta dettata dalla necessità di sopravvivenza,
è un orgoglio scoprire oggi che la vera miniera è qui,
la viviamo quotidianamente. Una miniera che può competere
sul mercato mondiale del made in Italy per i valori
della sua materie prime.
Ciò che dieci anni fa era l’anticipazione
di alcuni precursori del ripronimento dei piatti regionali,
oggi si è trasformata in alta gastronomia con fama mondiale.
Ciò che ieri era tradizione della cultura contadina,
oggi la ritroviamo nei produttori agricoli locali. Nascono
agronomi specializzati e cultori-coltivatori biologici
di tutto rispetto.
Non rovinare e sciupare ciò che ci
circonda deve diventare per tutti una priorità. Apprendere
i comandamenti del buon cittadino, ed allora il profumo
ed il sapore di quei pomodori cresciuti fra la terra
rossa d’estate comprati dal contadino ha senso. Farli
seccare al sole d’estate per ritrovarli buoni
e sani d’inverno. Passeggiare in riva al mare ed ascoltare
le onde, sentirne il profumo, avere il privilegio di
sentirne l’umore ha ancora un senso. E poter fare un
riposino pomeridiano prima di riprendere a lavorare,
da ancora un bel piacere…
A voi forasthieri-amici. A voi che
venite a trovarci; amate ciò che amiamo ed insegnateci
amare ciò che non vediamo.
Per il momento…Stiamo crescendo,
anche grazie a voi.
…
Ed
allora…
…
Venghino signori e signore…Buone
vacanze e Benvenuti nel Salento!
Wellcome. Willkommen. Bienvenidos.
Bienvenues.
Potete visitare Gallipoli,
la classica Otranto o la stupenda Santa Maria di Leuca.
Ed ancora potreste fare un salto a Lecce, a Porto Cesareo,
a Torre Inserraglio, Nardò, Santa Caterina, SantaMaria
al Bagno, Lido Conchiglie, Rivabella e l’Isola di Sant’Andrea?
E Lido Pizzo e la Marina di Mancaversa, ed ancora
Taviano, Torre Suda, Capilungo, Posto Rosso, Racale,
Felline, Torre San Giovanni, Lido Marini. E perchè perché
non visitare in bassa stagione Alliste per la raccolta
delle olive? Perché non insegnare a tuo figlio da dove
viene l’olio extra-vergine, il pomodoro, i sapori veri
che non si comprano al supermercato? Provare taralli,
frise, ‘sagne e orecchiette, fra calici di ottimi primitivo,
negroamaro, malvasia nera o bianca. E poi pesce fresco
locale tutti i giorni: gamberoni, pescespada, ricci
di mare ed ostriche rosse locali. Carni generose e presenti:
mboti, e grigliate miste…ed ancora le patate a pasta
gialla DOP, le cicureddhe ed il purè di fave, le pittule.
Ed ancora provare la ricotta scanta o il vincotto. O
perché non visitare il Salento anche a Natale tra riti
religiosi e presepi; o a Pasqua? O per la vendemmia?
Venghino, lorsignori venghino…last
minutes, offerte speciali, sconti per gruppi, 3x2, 4x4,
residenze lusso, masserie e ville con tutti i conforts.
Trulli, case rurali e dimore storiche. Un Salento aperto
a tutti, come sempre lo è stato…
…
“Che
bisogna fa pe no annà in miniera eh?!”
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